18 gennaio 2012

Usa, media. Più spazio a Costa Concordia che a campagna elettorale

NEW YORK, STATI UNITI – Il dramma della Costa Concordia ha quasi oscurato nei tg e sulle reti all news americani la campagna elettorale per le elezioni presidenziali, prestando una attenzione particolare alle parole rivolte dalla capitaneria di porto al comandante Francesco Schettino :”Torni a bordo, torni a bordo!” tradotto in ”Go on board”!, ripetuto con ritmo incessante.”Una conversazione scioccante”, la definiscono i commentatori e gli esperti invitati nelle varie trasmissioni che emittenti come la Cnn o FoxNews hanno dedicato alla tragedia dell’isola del Giglio. La foto di Schettino campeggia sui televisori degli americani e su tutte le homepage dei siti dei principali giornali statunitensi.”Ha deviato dalla rotta fissata per mostrare la sua bella nave da 450 milioni di dollari, e che trasportava 4.200 passeggeri, alla gente dell’Isola del Giglio”, sottolinea incredulo il New York Times. L’aver abbandonato la nave con ancora migliaia di persone a bordo in cerca di una via di fuga viene giudicaTO un atto non solo deplorevole ma vergognoso, ”degno di un maledetto codardo”.C’e’ ansia, inoltre, per i turisti americani di cui non si hanno ancora notizie, una coppia del Midwest: ma a bordo del transatlantico ce n’erano oltre cento provenienti da oltreoceano. E in onda vanno le testimonianze degli statunitensi sopravvissuti al naufragio.”E’ stato  il nosro peggiore incubo”, racconta al Nyt una coppia della Florida che si trovava a bordo: ”Ognuno era abbandonato a se’ stesso”. La stampa statunitense punta il dito sempre piu’ sulla disorganizzazione e sul caos al momento di dare l’allarme e di evacuare la nave. Ma anche sulla mancanza di regole e di controlli.Oggi – scrive ancora il Nyt – ci si interroga sull’enorme industria delle navi da crociera, che opera al di fuori di una regolamentazione precisa. E ci si interroga sui poteri discrezionali che vengono riconosciuti ai comandanti delle navi. Intanto, la tragedia del Costa Concordia, scrive il Daily Telegraph, non poteva avvenire in un momento pegiore. Per via della crisi economica globale gli affari delle compagnie da crociera già andavano male: ora ci si chiede quali effetti negativi, e quanti, avrà il disastro davanti all?isola del Giglio. Le azioni di alcune compagnie son già precipitate del 15-20 per cento.