21 novembre 2011

Ombrelloni e lettini a Bruxelles, i gestori delle spiagge contro l’Ue

BRUXELLES, 21 NOV – Per salvare cabine, bar e ristoranti sulle spiagge d'Italia ''dall'assalto dei grandi gruppi immobiliari'' sono partiti all'alba di ieri da Toscana, Liguria, Lazio, Veneto, Marche e Abruzzo per arrivare con un corteo di camper fino a Bruxelles. Un centinaio di gestori di stabilimenti balneari ha portato sdraio, ombrelloni e persino un 'pattino di salvataggio' nella place Schuman, tra le sedi della Commissione e del Consiglio Ue, per dire ''no alle aste, si' alla deroga'' alla direttiva Bolkenstein che liberalizza i servizi in Europa e vieta il rinnovo automatico delle concessione demaniali, imponendo che queste vengano messe all'asta ogni 7 anni.Guidati dalla senatrice Manuela Granaiola, svegliati dal tam-tam in rete del sito 'movimentobalneare.it' e sostenuti dal sindacato Sib (che raggruppa la maggioranza degli operatori del settore), una delegazione dei gestori degli stabilimenti – senza quelli della Romagna – e' stata ricevuta nel pomeriggio al Parlamento europeo dagli eurodeputati Debora Serracchiani e Leonardo Domenici (Pd) e Carlo Fidanza e Lara Comi (Pdl), che hanno organizzato un incontro con i tecnici della Commissione Europea.''La direttiva – ha detto la senatrice – non tiene conto della specificita' della situazione italiana, dove le imprese sono tutte molto piccole. Attualmente non hanno piu' certezza di impresa. Con la conseguenza che gli investimenti sono bloccati, 30mila aziende, 300mila lavoratori e l'intero turismo balneare sono a rischio''.Per il parziale recepimento della direttiva sui servizi, che risale al 2004, l'Italia e' sotto procedura di infrazione. In un tentativo di soluzione il governo aveva proposto che le concessioni avessero durata di 90 anni, ipotesi seccamente respinta da Bruxelles. Ma, secondo quanto ha riferito la Serracchiani, nell'incontro di oggi ''e' emerso che nella direttiva ci sono margini di manovra''. ù''Ma ora – ha detto l'eurodeputata Pd – l'importante e' che prima di tutto si chiuda la procedura di infrazione. In questo senso la palla e- nel campo del governo italiano''. Dal canto suo Domenici ha osservato che ''se si apre un tavolo, e' ragionevole pensare che si possa trovare una soluzione'' alla specificita' del settore balneare in Italia.