16 febbraio 2012

Egitto, ministro turismo: per la rivolta del 2011 -33% arrivi

RHO-PERO (MILANO), 16 FEB – Nel 2011, a causa della rivoluzione che ha portato alla caduta di Hosni Mubarak ma che nella percezione dei turisti ha anche reso il Paese meno sicuro, l'Egitto ha perso il 33% di arrivi, fermi a quota 10 milioni. Ora pero', assicura il ministro del Turismo, Mounir Fakhri Abdel Nour, il Paese ''guarda con ottimismo al 2012'', nonostante ancora nelle ultime settimane non siano mancate proteste e manifestazioni.Per il ministro, ''sono i media ad aver creato la percezione che ci sia pericolo: si concentrano sulle cattive notizie e cercano il sensazionalismo, ma al di fuori di quel chilometro quadrato di piazza Tahrir e' tutto tranquillo e sicuro''.Fatto sta che l'anno scorso i turisti italiani, complice forse anche la crisi, sono stati il 50% in meno. In visita al salone del turismo Bit, a Fieramilano, dove l'Egitto e' presente con un grosso stand promozionale, il ministro punta dunque a rassicurare i potenziali viaggiatori, dopo che nel 2011 il fatturato del settore e' sceso da 12,5 a 9 miliardi di dollari.Per i prossimi anni, spiega Abdel Nour, ''abbiamo piani molto ambiziosi: arrivare nel 2017 ad attrarre 30 milioni di turisti, investendo per aumentare la capacita' degli aeroporti, dei porti, degli hotel''.